Svelato il vero intento del DDRL: sostituire gli ulivi con i vigneti

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Svelato il vero intento del DDRL: sostituire gli ulivi con i vigneti

“E qui si voleva arrivare. A sostituire gli ulivi con la vite”. Pietro Perrino, componente della Task Force sulla xylella (Dirigente di Ricerca CNR, già direttore dell’Istituto del Germoplasma del CNR di Bari) trova nel disegno di legge per contrastare la xylella fastidiosa (Ddlr n. 147 del 04/08/2016) la chiave di lettura dell’affare xylella (CLICCA QUI per l’analisi).

Articolo dopo articolo, comma dopo comma, in un documento dettagliato inviato al presidente Michele Emiliano e a tutti i consiglieri regionali, Perrino smonta il disegno di legge approvato dalla Giunta regionale il 4 agosto scorso, chiedendo che vengano considerate le proposte che i componenti la Task force su xylella voluta da Emiliano hanno esposto in quattro diverse sedute. Lo smonta a partire dal titolo: “Non si tratta di batteriosi, ma di sindrome”.

Inascoltata la Task Force voluta da Emiliano, gravi carenze nel metodo di monitoraggio e analisi del fenomeno del CoDiRo, aumento della burocrazia senza arrivare al cuore del problema: l’analisi di Pietro Perrino è dura e puntuale e arriva in tempo per mettere mano – se ci fosse la volontà politica – ad un disegno di legge che contiene passaggi di “pura follia”.

Per Perrino in questo disegno di legge “non è cambiato nulla rispetto alle precedenti misure”: la scelta è quella di sradicare gli ulivi per eradicare il batterio. “Pura follia” dal punto di vista scientifico e pratico (CLICCA QUI).

Come se si trattasse di un criminale da assicurare a giustizia, “gli autori del DDL chiedono con toni forti il coinvolgimento della popolazione nel denunciare la presenza del batterio, ma non nelle strategie e decisioni per combatterlo o controllarlo. Ciò dimostra il baratro che è stato creato tra governo e governati, tra ricercatori e volgo, tra scienza e natura” (CLICCA QUI).

Invece, secondo Perrino, si dovrebbe puntare a curare gli ulivi, si deve indagare sul perché alcuni alberi monumentali siano seccati e altri no. Non si possono punire gli agricoltori se non ottemperano alle prescrizioni, alcune indecifrabili, ma aiutarli.

Inoltre, la scelta – si legga l’articolo 8 comma 6 – di favorire la sostituzione dell’ulivo con la vite è “dettata da motivi economici e non ambvigneto vite uvaientali e paesaggistici”, anche perché, dice Perrino, “ripristinare il potenziale economico non significa ripristinare il paesaggio”.

“Prima bisogna eliminare le cause della patologia e poi disegnare il futuro del territorio.

Sostituire gli uliveti con altre coltivazioni arboree, senza eliminare i fattori che hanno impedito alle piante d’ulivo di prosperare non è una buona idea. Il principio deve essere quello di eliminare le cause del problema. E la causa non è la pianta d’ulivo”.

Già, qual è la causa della sindrome del disseccamento rapido dell’ulivo? Sappiamo che la xylella è in grado di far seccare alberi d’ulivo giovani, ma non sappiamo, perché non ci sono ricerche che abbiano indagato su questo, che cosa causa il disseccamento rapido. Si parla di più cause, ma non ci sono ricerche che le provino. Sappiamo, perché la Procura di Lecce l’ha dimostrato con ricerche empiriche, che gli stessi sintomi di disseccamento sono provati su ulivi positivi a xylella e su ulivi non infetti. (CLICCA QUI).

Aumenta dunque il polverone sul più grande disastro ambientale della Puglia. Sotto gli occhi di tutti.

Continueremo nei prossimi giorni ad analizzare, comma dopo comma, tutti i passaggi del disegno di legge regionale n. 147 del 04/08/2016 “Gestione della batteriosi da Xylella fastidiosa nel territorio della Regione Puglia”. Sbagliato, come ha detto Perrino, già dal titolo.

(MLM)

By | 2016-09-23T22:22:52+00:00 settembre 24th, 2016|Xylella report|0 Comments

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