Risoluzione Ue: chi vuole sradicare e chi no

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Risoluzione Ue: chi vuole sradicare e chi no

parlamento europeodi Marilù Mastrogiovanni

Tutti i documenti. E’ interessante leggere la proposta di risoluzione comune presentata da M5S e Tsipras, confrontandola con quella presentata da PPE e S&D (cui aderiscono rispettivamente Forza Italia e PD), e approvata dal Parlamento europeo.

E’ importante perché ci aiuta a capire (e anche a smascherare) chi vuole ricorrere all’eradicazione degli ulivi e all’utilizzo dei pesticidi e chi no.

Questa è la proposta del M5S e Tsipras (clicca qui)

E questa la proposta del PPE, S&D e altri (clicca qui)

Trovate voi le differenze.

Per chi voglia capire ancora meglio, ecco il documento con i voti (clicca qui e vai a pag 74): il PPE e il S&D hanno votato contro gli emendamenti che chiedevano di sospendere eradicazioni e pesticidi. Sono stati quasi compatti ma le deputate Schlein e Gentile (entrambe del PD) si sono astenute.

Qui preme evidenziare che la comunicazione agli organi di stampa di Paolo De Castro, primo firmatario della proposta di risoluzione, poi approvata, si è concentrata tutta sul dato positivo: ovvero che il parlamento europeo spinge sia per la ricerca sulla xylella, sia far avere un rimborso agli agricoltori.

Questi due passaggi  (ricerca e rimborsi) necessitano di essere incrociati con altri dati di fatto:

  1. la ricerca è già libera e ci sono specifici programmi di finanziamento (ad esempio Horizon2020), cui stanno già attingendo le università italiane ed europee, in rete con i privati, per fare ricerca sulla xylella. E’ vero che repetita iuvant, ma tant’è. Io lo leggo come un modo per rabbonire gli animi sotto elezioni. Ognuno lo legge come vuole, ovviamente;
  2. il decreto ministeriale 2777 del 2014, ha previsto che chi avvii programmi di ricerca sulla xylella li comunichi (non chieda il permesso, attenzione, ma solo comunichi l’avvio delle ricerche) al Servizio fitosanitario regionale pugliese. Questo per garantire il coordinamento fra tutte le attività di ricerca. Quindi, ribadiamo, la ricerca è libera, e lo è sempre stata. Nessuno, secondo i dettami costituzionali, può impedire la ricerca;
  3. il rimborso per mancato reddito agli agricoltori non è previsto dalla direttiva europea sulla quarantena (2000/29), quindi è bene che venga attivato. Ma se andiamo a vedere le misure di finanziamento del PSR pugliese 2014-2020, relative ai rimborsi sulla calamità naturale da fitopatologia, vediamo che sono condizionate al fatto che il danno sul patrimonio produttivo agricolo sia minimo del 30%. Di fatto è un incentivo all’espianto degli alberi d’ulivo e alla loro riconversione verso colture industriali. Questo perché l’ulivo, una volta sradicato per la xylella, non si può ripiantare.

Ecco perché era vitale che il parlamento uscisse con una risoluzione contraria all’eradicazione.

Perché una volta sradicato, l’ulivo, con queste nuove norme, non potrà più essere piantato.

De Castro, il Pd e Forza Italia hanno votato per l’eradicazione degli ulivi.

Questo anche perché, nella premessa della risoluzione approvata, affermano che “considerando che il primo focolaio di Xylella fastidiosa è stato notificato dalle autorità italiane il 21 ottobre 2013 e che da quel momento il numero di alberi infettati ha raggiunto livelli allarmanti”, con una contraddizione logica insita nello testo della risoluzione: da una parte invitano alla trasparenza e ad attivare maggiori ricerche, dall’altra gridano all’allarme senza appoggiare la definizione di “livelli allarmanti” su dati certi.

Siamo fermi al dato di 242 alberi positivi alla xylella su 13mila campioni, pari all’1,8%.

 

(22 maggio 2015)

By | 2015-05-22T13:00:56+00:00 maggio 22nd, 2015|Xylella report|0 Comments

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